Morire a novembre, di Guillermo Galván. Recensione

Morire a novembre è l'ultimo romanzo di Guillermo Galvan. Nel mercato dall'ultimo giorno 13, è la terza storia che vede protagonista il investigatore Carlos lombardidopo Tempo di falciatura y La Vergine del ossatura. E sicuramente ce ne saranno altri perché Galván ha trovato un buona formula dove combina una trama interessante, un'ambientazione eccellente e personaggi solidi. Questo è il mio recensione.

Guillermo Galvan

Scrittore e giornalista valenciano con una lunga carriera letteraria e il riconoscimento di critica e lettori, ha al suo attivo titoli tanto diversi quanto Butterfly Shadows: L'epopea di Leovigildo, re dei Visigoti, Prima di salutarti, Dalle ceneri, Lo sguardo di Saturno, L'aria non lascia traccia o Chiamami Giuda. Nel 2019 ha iniziato quella che ora è una serie di 3 romanzi con protagonista l'ex ufficiale di polizia e detective Carlos Lombardi, che gli hanno portato un grande successo.

Sono arrivato a Guillermo Galvan grazie ad un amico, che mi ha dato un campione di La Vergine del ossatura. Ma dato che di solito inizio una serie dall'inizio, mi sono messo in contatto con Tempo di falciatura. Il risultato: che Mi sono appassionato a quel Madrid dei primi anni '40 così ben descritto attraverso personaggi molto ben definiti, sia principali che secondari, in una trama molto buona.

Ora, con la moda di etichettare tutto, questo sottogenere si chiama totalitarismo noircioè romanzi con un complotto poliziesco ambientati nella Germania nazista (come quello di Bernie Gunther, Philip kerr), l'Unione Sovietica (Arkady Renko, of Martin Cruz-Smith) o, nel caso di Galván, la Spagna franchista nel dopoguerra.

En La Vergine del ossatura Galván trasferì l'azione in una città, in particolare Aranda de Duero, sviluppando un'altra etichetta del genere, quella del noir rurale. E ha continuato a mantenere l'asticella che non si abbassa in questa nuova storia.

Morire a novembre

Siamo nel Madrid da 42, Pieno della seconda guerra mondiale in Europa e dell'ambiente rarefatto, oscuro e bisognoso del dopoguerra qui. E Carlos lombardi, ex agente di polizia e ora impiegato presso l'agenzia investigativa Hermes, è coinvolto nelle indagini di due casi senza apparente relazione: quello del scomparsa di un cittadino tedesco e il ritrovamento del cadavere di una ragazza annegata.

Allo stesso tempo, sappiamo di più sul tuo storia personale, con un inizio in cui la sua ex moglie Begoña sembra chiarire la situazione in cui si trovano. Sono anche ancora là fuori squadra efficace e leale dei collaboratori e del loro capo e amico Balbino Ulloa.

E in quella Madrid più grigia che chiara non mancano le Gestapo, la AbwehrAgenti dei servizi segreti britannici e anche quelli del Pinkerton NOI. si unisce certo uomo d'affari da altissimi posti, e un sostenitore di Lombardi, che rivelerà informazioni più personali tanto rilevanti quanto destabilizzanti per il detective. E tutti coincidono in una trama dove si mescolano prostituzione, cinema, mercato nero e spionaggio, ma la cui conclusione è la meno importante.

Lombardi e la Madrid del dopoguerra

Perché il resto sono i pesi massimi che spiccano in questo romanzo. Lombardi, per il suo sfondo così pieno di rabbia e contenimento allo stesso tempo prima della situazione del paese e della vita in più che grigia di una Madrid afflitta dalle conseguenze dopo la guerra civile.

Disincantato ma sopravvive come meglio può in una equilibrio difficile tra il suo passato dopo il periodo in prigione e un orizzonte che sembra aprirsi alla fine del romanzo. E loro sono i suoi occhi ci mostrano che Madrid, in un ambiente eccellente che Galván ricrea, ancora più vivido dalla narrazione nel presente che avvicina sempre l'azione e le immagini. Un merito più di quelli di noi che non simpatizzano con questo narrativa presente ci avvolge con un magnifica maneggevolezza anche di lingua.

In breve

Un storia dei solventi che mescola magistralmente i generi poliziesco, storico e di spionaggio. E sicuramente ce ne saranno altri.


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