Elena Tur. Intervista all'autore di Bad Blood

Fotografie: per gentile concessione di Helena Tur.

A Helena Tur è anche conosciuto come Jane Kelder, lo pseudonimo con cui ha firmato diversi titoli di romanzi rosa ambientato nel periodo del Reggenza britannica nel XIX secolo, per la sua predilezione per la letteratura inglese di quel secolo. profesora, ora in licenza per scrivere, firma il primo con il suo nome, Cattivo sangue, uscito lo scorso anno. È stato così gentile da concedermi questa intervista dove parla un po' di lei e di tutto.

Helena Tur - Intervista

  • LETTERATURA CORRENTE: Il titolo del tuo romanzo è Cattivo sangue. Cosa ci racconti a riguardo e da dove nasce l'idea?

HELENA TUR:In realtà il titolo è Cattivo sangue, ma abbiamo deciso di giocare con l'ambiguità della copertina. È un Thriller di fantascienza storica ambientato a Las Médulas nel 1858. Mentre la Guardia Civil è schierata nell'area per prevenire attacchi contro Isabella II, che passerà di lì a breve, iniziano ad apparire ragazze sanguinate a El Sil. Che coincide con l'arrivo di a giovane orfano che si prenderà cura di una ragazza sorda, figlia del proprietario di un allevamento di api. Ma, nel suo desiderio di proteggerla, a poco a poco entrerà nella bocca del lupo. La prima idea, su cui tutto il resto è stato costruito, era il movente dei delitti. Da allora, e in diverse riscritture, sono comparsi i personaggi e il testo è stato messo insieme.

  • AL: Ricordi il primo libro che hai letto? E la prima storia che hai scritto?

HT: Da bambino mio nonno mi regalava sempre libri sugli animali. Erano informativi, nessuna narrazione. Penso che il primo libro di narrativa che ho letto fosse una raccolta di racconti tra cui Il principe felicedi Oscar Wilde, e con lui ho pianto come una lacrima per settimane. 

La prima cosa che ricordo di aver scritto è stata con 9 anni. Inoltre, da a libro di storia, poi li ho riassunti e li ho verificati per via romanzesca. Cose per combattere la noia da figlio unico, immagino.

  • AL: Un capo scrittore? Puoi sceglierne più di uno e di tutte le epoche. 

HT: torno sempre a Nietzsche, Vicente Valero, Mallarmé, Rilke, Kafka, Tommaso uomo, Jane Austen… Mi interessa più rileggere che scoprire.

  • AL: Quale personaggio in un libro ti sarebbe piaciuto incontrare e creare?

HT: Conosco questo: Signore Enrico, di Il ritratto di Dorian Gray. Lo trovo affascinante.

  • AL: Qualche abitudine o abitudine speciale quando si tratta di scrivere o leggere?

HT: a scrivere, necessario sappi che ho tempo davanti. Non riesco a scrivere in momenti casuali, è così difficile inserire il tuo testo che non voglio che nulla mi rimuova. 

Per leggere, ovunque, c'è rumore, la gente parla o altro. Mi disconnetto dal mondo molto facilmente.

  • AL: E il tuo luogo e momento preferito per farlo?

HT: a scrivere, faccio di meglio per il mattina (Sono un mattiniero) e, naturalmente, nel mio ufficio e con un vecchio computer. Non sono uno che porta un laptop ovunque. Per leggere, nessun brutto momento.

  • AL: Ci sono altri generi che ti piacciono?

HT: mi piace tutto quello che ho qualità, i generi non sono altro che un'etichetta. Ma, usandoli, ci sono due cose che non posso con loro: l'autoaiuto e l'erotismo.

  • AL: Cosa stai leggendo adesso? E la scrittura?

HT: Ora stavo rileggendo Rosso e nero, Stendhal, ma ho interrotto per leggere Il killer anticonformista, di Carlos Bardem, perché devo condurre un colloquio tra lui e Domingo Villar. 

Allo stesso tempo, sono rscrivere un romanzo tipo "gatha Christie", anche se con un misto di generi, ambientato nella Villa de Ochandiano nel 1897. Non so ancora come sarà intitolato.

  • AL: Come pensi che sia la scena editoriale? 

HT: Gli editori, salvo eccezioni, sono aziende che vogliono vendite e sono costretti a cercare il equilibrio tra redditività e qualità. Ora il panorama è pieno di media che danno buoni risultati, ma fortunatamente ci sono opportunità per gli estranei (la continuità dipenderà dalle vendite, ovviamente). 

Ho sempre scritto, ma Ho deciso di pubblicare qualche anno fa perché sono un insegnante di liceo e voleva scappare quello che è sopraggiunto su di noi. È molto difficile vedere come sei spinto a trattare le persone intelligenti come se fossero stupide finché non diventano stupide. Fa molto male.

  • AL: Il momento di crisi che stiamo vivendo è difficile per te o riuscirai a mantenere qualcosa di positivo per le storie future?

HT: Ho approfittato della situazione per chiederne uno partire e passo il tempo a scrivere. Sono molto familiare e il confinamento non mi ha colpito troppo. Ma certo Non mi va di scrivere nulla sulla pandemia, credo ci sia già una stanchezza generale per la mancanza di normalità.


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