Edmond Rostand. La Francia celebra il 150 ° anniversario della sua nascita.

Ieri è stato il 150 ° anniversario della nascita di Edmond Eugene Alexis Rostand a Marsiglia. Ma anche in questo 2018 il centenario della sua morte en Parigi. Così la Francia lo ha dichiarato un anno di commemorazione nazionale di questo autore e tra le celebrazioni c'è il Festival di Edmond Rostand nella sua città natale.

E conosciamo tutti il ​​file creatura letteraria più famosa partenza dalla sua penna, Cyrano de Bergerac. Ma ha scritto più opere come Chantecler, un gioco in cui i personaggi sono animali, o L'Aiglon, un dramma in cui Rostand parla della figura di Napoleone e contro gli orrori della guerra. Oggi Ricordo che Rostand leggeva un po 'al grande Cirano.

Edmond Rostand

Rostand è cresciuto in una famiglia ricca e colta. Ha studiato legge ma non ha mai praticato legge e si è dedicato alla letteratura. Nel 1890 pubblicò un volume di poesie, Les Musardises, che non ottenne l'accettazione come il suo prossimo lavoro del 1891, Les Deux Pierrots. Sì, la sua commedia in versi ha avuto molto successo I romanzieri, che ha rappresentato la Comédie Française nel 1894. Poi ha scritto due pezzi per l'attrice Sarah BernhardtLa principessa lontanaIl Samaritano.

Era il dicembre 1897 quando era rappresentato Cyrano de Bergerac, il coraggioso moschettiere dal naso enorme, che è stato un trionfo totale. Questo dramma in versi è ambientato nella Francia del diciassettesimo secolo e ci presenta il poeta e spadaccino segretamente innamorato della sua bellissima cugina Roxana. Cyrano non osa dichiarargli il suo amore a causa della sua bruttezza e per paura di essere rifiutato. Ma aiuterà un giovane cadetto, Christian de Neuvillette, per conquistare Roxana dettando lettere e frasi che almeno servono a esprimere quella passione.

Il suo prossimo lavoro, intitolato L'Aguilucho, nel primo anno del ventesimo secolo, ebbe un successo simile. Poté così entrare nell'Accademia di Francia all'età di trentatré anni. Vissuto a nei Paesi Baschi ea Parigi, ma alla fine si ritirò nei paesi basco-francesi quando si ammalò di polmonite. Nel 1910 fu rilasciato Chantecler. Quelle pubblicate postume nel 1921 erano L'ultima notte di Don Juan e le poesie che ha scritto ispirate alla prima guerra mondiale.

Cyrano adesso è in tavola

Perché il 15 marzo l'ennesimo montaggio di Cyrano de Bergerac in Teatro Reina Victoria de Madrid. Star esso José Luis Gil, Ana Ruiz, lex Gadea, Rocío Calvo, Carlos Heredia, Ricardo Joven e Nacho Rubio, con la regia di Alberto Castrillo-Ferrer.

Cyrano de Bergerac - Frammenti

Ci sono così tanti momenti, frasi e frammenti che è molto difficile scegliere, ma rimarrò con il magnifico monologo di No, grazie e quello definizione di bacio per Roxana.

No, grazie

E cosa devo fare?
Cerchi un sostenitore potente, un buon maestro, e come l'edera, che si raggomitoli in un ramo cercando protezione e rinforzo in casa altrui, per arrampicarsi con trucchi, invece che con fatica?
No, grazie.

Essere schiavo, come tanti, di un uomo importante? Servirlo come un buffone con la vile pretesa che qualche mio verso disegnerà un sorriso sul suo volto cupo?
No, grazie.

O ingoiare un rospo ogni mattina, indossare il petto infossato, i vestiti a brandelli da tanto inginocchiarmi con un'aria utile?
Sopravvivere a spese della mia spina dorsale?
No, grazie.

Essere come quelli che vedono Dio che mendica - oh, dannati ipocriti - e il maglio che dà? E che, con la speranza di qualche sinecura, soffocano d'incenso chi si procura per loro?
No grazie.

Trascinandomi da una stanza all'altra finché non mi sono perso nella mia ambizione? O navigare con remi di madrigali e, col vento, il sospiro di banali fanciulle?
No grazie.

Pubblicare mettendo soldi di tasca mia?
Grazie mille, non voglio.

Fammi chiamare papà in quelle battute che gli idioti festeggiano, riuniti insieme, nei caffè?
No grazie.

Fai di tutto per forgiarmi un nome che ha divinizzato ciò che non ha come uomo?
No, grazie.

Partecipare a un club di marionette? Vuoi a tutti i costi essere nelle gazzette? E dico a me stesso: non c'è niente che mi importi finché il mio ingegno è elencato in tribunale?
No, grazie.

Avere paura? Calcolando? Codardo? Avendo mille visite impegnate nel pomeriggio? Usare la mia penna per scrivere errori?
No grazie, amico. La risposta è: no grazie.

Canta, sogna, invece. Essere soli, essere liberi.
Lascia che i miei occhi lampeggino e la mia gola vibri.
Mi metto il cappello all'indietro se mi piace,
frustami per capriccio o prepara un antipasto.
Lavora senza desiderio di gloria o fortuna.
Immagina che sto per conquistare la Luna.

Non scrivere mai nulla che non sia in rima con me e dimmi, modesto:
Ah, mio ​​piccolo amico, che le foglie, i fiori e i frutti ti bastino,
fintanto che il tuo giardino è dove li raccogli.
E se per fortuna un giorno raggiungerai la gloria in questo modo,
non devi dare a Cesare ciò che non ti ha dato.

Che in tuo merito hai dato la tua fortuna, non per prosperare,
e in breve, che facendo ciò che l'edera non fa,
anche quando ti manca la robustezza della quercia,
quello che perdi quando sei grande, non perdere l'essere nobile.

********

bacio

... Che cos'è, signora, un bacio?

ROXANA

Sei tu?

CIRANO:

Sono.

ROSSANA:

E tu parli di ... di un ...

CIRANO:

Bacio.
Dolce era la parola nella tua bocca
ma non lo pronunci. Se il tuo labbro brucia,
Cosa non farebbe l'azione? Sii generoso
superare la tua paura ... senza rendertene conto.
Non molto tempo fa sei scivolato senza ansia
dalle risate ai sospiri e ai sospiri
piangendo ... scivola di più adesso
e raggiungerai il bacio senza accorgertene,
perché la distanza tra i due è così piccola
che un solo brivido li separa.

ROSSANA:

Sta 'zitto!

CIRANO:

Dopotutto, cos'è, signora,
Un bacio? Un giuramento fatto da vicino;
una sottolineatura rosa
che al verbo amare aggiungono; un segreto
che scambia l'orecchio per la bocca;
una dichiarazione che è confermata;
un'offerta che il labbro conferma;
un istante che ha qualcosa di eterno
e passa come un'ape mormorante;
una comunione sigillata in cima
dal calice di un fiore; forma sublime
per assaporare l'anima alla superficie del labbro
e respira tutto l'aroma dell'amore.


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